Don Alessandro Casartelli e Andrea dell’ “Associazione nata nel ricordo del piccolo Lorenzo” hanno dato il via al 5° incontro di “Leggevamo ad Albate II edizione”.

“L’Associazione Con Lorenzo per mano nasce nel 2013 in ricordo del piccolo Lorenzo Pellegrini, un bambino vivace e solare che, nel corso della sua battaglia durata un anno e mezzo contro una neoplasìa cerebrale maligna, non ha mai perso il sorriso, la voglia di giocare, di correre e di vivere, ed ha regalato a tutti noi un’enorme lezione di vita, insegnandoci ad affrontare con forza le difficoltà. Ed è con questa forza che vogliamo intraprendere questo nuovo cammino, con Lorenzo per mano, per poter aiutare i bambini ammalati di tumore, con la grande convinzione che, investendo sempre più nella ricerca, si arriverà un giorno al raggiungimento della totale guarigione”

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Fiorenzo, che oramai abbiamo conosciuto come “un innamorato dell’Africa” ci ha letto due racconti autobiografici tratti da “La mia Africa” , racconti di esperienza vissuta . Nel primo racconto il. “mzungo” (l’uomo bianco) innamoratosi di questa cultura, segue passo passo la nascita di una famiglia sino a vedere il figlio che a sua volta crea la sua famiglia. Nel secondo racconto viene descritta , similarmente alla scomparsa di Andrea Pellegrini, la prematura scomparsa di una ragazza per una tragica malattia. Seppure la tragedia incombe, tracce di speranze sorgono , nella natura incontaminata del’Africa e di un suo elemento principale quale è l’elefante.

Cesare ha presentato “Buonanotte signor Lenin” di Tiziano Terzani Come il mondo comunista si è trasformato nelle vari repubbliche nate dopo il dissolvimento dell’Urss. Nell’agosto del 1991 Tiziano Terzani si trova lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, aggregato a una spedizione sovietico-cinese, quando apprende la notizia del golpe anti-Gorbacëv che ha appena avuto luogo a Mosca. Decide di intraprendere subito, questa volta da solo, un lungo viaggio che in due mesi lo condurrà, attraverso la Siberia, l’Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale. Un’esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro, una testimonianza in presa diretta di un evento epocale, una galleria di individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti e abbandonati ai margini della storia, di vestigia del passato e di segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che riprende la fotografia istantanea del tramonto definitivo dell’impero sovietico.

Beatrice ha presentato la parte finale de “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry Il racconto contenuto ne “Il piccolo principe” parla del viaggio del piccolo principe, che per conoscere l’universo vaga da un asteroide all’altro. E durante il suo cammino incontra individui strani, ognuno con delle caratteristiche particolari, che non si possono non ricordare: un re triste perché non ci sono uomini a servirlo, un ubriacone che continua a bere per non provare la vergogna di bere, un uomo che accende e spegne continuamente i suoi lampioni. Dietro le storie di queste persone si nascondono i vizi e le virtù di ogni uomo e il passo successivo che si deve compiere per migliorarsi e stare in armonia con gli altri e con se stessi. Quello che traspare dal libro “Il piccolo principe”, che ha segnato generazioni con il suo significato tangibile, è come gli uomini crescendo riescano a perdere il candore e il contatto con le cose importanti, non cogliendo più il senso di ciò che possiedono, che vivono e provano. “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry è un romanzo fantastico, che senza pretese cerca di essere d’insegnamento alle persone che lo leggono, evidenziando degli aspetti importanti. Il significato del libro “Il piccolo principe” sta nello spiegare i valori: la purezza, l’armonia e l’amore per l’universo oltre che per tutti gli esseri viventi che lo popolano.

Giovanna, tornando più vicino alla nostra storia e tradizione , ha letto un divertente racconto tratto da “Le tre minestre” di Andrea Vitali Le tre minestre che danno il titolo al racconto autobiografico di Andrea Vitali rappresentano, con un espediente letterario tanto originale quanto spassoso, tre ministre: è così che Vitali ribattezza segretamente le zie che accompagnano gli anni della sua infanzia. Cristina, ministro degli Interni, è preposta alla conduzione delle faccende domestiche e alla cucina; Colomba, ministro dell’Agricoltura, si occupa dell’orto e delle attività agricole di famiglia; Paola infine, ministro degli Esteri, è impegnata professionalmente fuori casa e cura le relazioni con vicini e parenti. Filo conduttore del racconto di Vitali sono le qualità attribuite ai cibi di casa, più particolarmente le loro presunte virtù terapeutiche, a cui si legano vari aneddoti. Siamo in un’Italia di provincia, negli anni Sessanta, dove ancora si parla il dialetto e “la saggezza si esprime in assiomi che non ammettono repliche”. Le zie circondano il ragazzino con un affetto “rustico ma profumato”, dettato dal buon senso ma ancora pregno di superstizioni, retaggio di una cultura popolare di altri tempi. Ne emerge uno spaccato di vita vissuta e di costume di grande suggestione, delicatamente nostalgico e al contempo ironico. Un autentico tuffo nel passato al quale contribuisce anche il verace ricettario della tradizione locale che affonda le radici nel territorio, tra le sponde del lago di Como e le valli retrostanti.

Massimo, sempre presente come ascoltatore alle precedenti serate, si è proposto come lettore presentando un brano tratto da “Il cavallo rosso” di Eugenio Corti recentemente scomparso Il brano proposto è quello famoso della “morte del capitano Grandi del Battaglione Tirano” “Cantavano e piangevano gli alpini valorosi, e c’era nel loro canto paziente tutto lo struggimento della nostra umana impotenza; cantarono anche quando il capitano ormai non cantava più e li accompagnava solo con gli occhi; cessarono di cantare solo quando si resero conto che il capitano Grandi era morto” Uscito nel Maggio 1983, “Il cavallo rosso” è stato subito accolto dai lettori e dai critici non condizionati da ideologie, come un grande caso letterario; tale si è confermato con il succedersi delle edizioni. Le sue vicende romanzesche e insieme vere, si intrecciano inestricabilmente con i grandi avvenimenti che hanno sconvolto il mondo tra il 1940 e il 1974. Catturato dalla trama densissima, il lettore compie di pagina in pagina l’esperienza straordinaria consentita dalla grande letteratura: gioisce, soffre, ride, piange, cresce insieme ai protagonisti e gli altri personaggi del romanzo e, nel contempo, si accorge di diventare più chiaro a sè stesso, più consapevole del perché della vita e del significato del mondo.

Franca ci ha presentato l’intervista a Mons. Ersilio Tonino, scomparso lo scorso anno tratto da “Penso a Dio qualche volta di notte” di Brambilla Michele Un’inchiesta su Dio attraverso diciotto interviste d’eccezione sul rapporto con il Mistero. A rispondere alla domanda ci sono Indro Montanelli, Massimo Fini, Giovanni Trapattoni, Susanna Tamaro, Alberto Sordi, Enzo Biagi e altri. Uomini e donne che nelle pagine di questo libro dialogano sul tema in modo diverso, ma tutti accomunati da un’unica grande domanda sulla vita. Michele Brambilla riesce a far emergere tutta l’umanità dei suoi interlocutori fuori dai riflettori della ribalta, mostrandone gli aspetti meno conosciuti e a volte sorprendenti.

Enzo, cambiando completamente ambiente, ci ha portato nella fantascienza presentandoci “La sentinella” di Fredric Brown Il protagonista è un soldato in una guerra interplanetaria contro una specie aliena e si trova su uno sperduto pianeta, a cinquantamila anni luce da casa. Sta sorvegliando la sua posizione in trincea e soffre per la lontananza, per l’ambiente ostile e per le privazioni causate dalla guerra. Ad un tratto un nemico tenta di avvicinarsi, ma lui lo vede e lo uccide. Ma nelle ultime frasi del racconto avviene il colpo di scena : mentre il soldato descrive con ripugnanza e odio l’aspetto “orribile” del nemico che ha ucciso, il lettore si rende conto di stare leggendo il racconto di un alieno che ha appena ucciso un essere umano.

Giancarlo , sempre attento a situazioni fantastiche e poetiche, ha proposto “Lettera a una signorina di Parigi” tratto da “Bestiario” di Cortázar Julio La scrittura di Cortazar affonda le radici nella precisione realistica. I vari quartieri di Buenos Aires, gli ambienti borghesi, le atmosfere familiari, i locali dove si balla il tango: il misterioso, l’irrazionale, il tragico germogliano dalla più corporea descrizione del quotidiano. È proprio lì che salti nel tempo, scambi di destini, apparizioni e stregonerie prendono forma e senso: la vita segreta di una società si carica di segni e tensioni inquietanti. Particolare suggestione ha il “bestiario” metafisico di Cortazar: animali invisibili, come la tigre del racconto che dà il titolo al libro, o immaginari, o creati dal nulla come i coniglietti della Lettera a una signorina di Parigi.

Presente anche Flavio che in occasione del Giorno del Ricordo avrebbe presentato , se i tempi lo avessero permesso, “Confine Orientale, una breve sintesi storica, edito dalla Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, delle vicende storiche che hanno portato alla grande tragedia dell’Esodo Istriano .

Rosy Galeno , ha intervallato le letture con dei bellissimi interventi vocali di cover e di due canzoni di cui è lei stessa autrice.

Un piccolo rinfresco ha chiuso come sempre la piacevole serata. L’appuntamento è per il 6° incontro organizzato dal Corpo Musicale Albatese presso il salone della Cascina Maseè in via S. Antonino 4 il 15 marzo 2014 alle ore 21.00. E non dimenticatevi di portare il vostro libro da leggere…

 

 

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