Como, lì 21 maggio 2014 Oggetto: convocazione assemblea ordinaria Gentile Socia, Egregio Socio, con la presente comunico che è convocata l’assemblea ordinaria dei soci di Agorà – incontri culturali albatesi che si terrà presso il salone del Centro Parrocchiale di via S. Antonino n. 47, in prima convocazione, il giorno 12 giugno 2014 alle ore […]
(Francesca Rossini) Punto di ritrovo e prima tappa del nostro percorso è la Cascina Maséé, corte lombarda già presente sulla carta del catasto teresiano del 1722. Il nome deriva da manso, che indicava il terreno coltivabile di proprietà del massaro. L’edificio, miracolosamente salvato dall’amministrazione Spallino (con il valido aiuto di Ottorino e Giancarlo Caspani), che ne ha impedito l’abbattimento nei primi anni ‘80, oggi ospita alcune funzioni pubbliche (uffici comunali, ambulatori medici, salone per incontri, ecc.). Nonostante il cambio di destinazione d’uso, grazie ad un restauro attento, la funzionalità originaria del complesso è ancora ben percepibile: testimonianza di un’economia rurale sopravvissuta fino a poco più di un secolo fa, la cascina si presenta come un complesso di edifici di forma rettangolare, progettati e costruiti in maniera del tutto spontanea, seguendo i dettami delle necessità contingenti e costituiti da materiali poveri, come laterizio e pietra di provenienza locale. Gli echi di un passato lontano, di una vita scandita dal duro lavoro, dagli impegni quotidiani, sono ancora presenti e leggibili attraverso gli elementi strutturali del complesso: il cortile centrale, un tempo provvisto di fienili, pollai e stalle, la curt all’interno della quale si svolgevano tutte le attività di battitura e pulitura del grano e sulla quale si affacciavano le zone abitative, divise su due piani. L’anima delle abitazioni era un tempo situata al pianterreno e corrispondeva alla zona del focolare, cuore pulsante della casa. Al piano superiore erano invece collocate le camere da letto, non riscaldate, alle quali si accedeva tramite scale esterne. Accanto alle case delle famiglie contadine è tutt’oggi ben riconoscibile la zona padronale. Sulla facciata della dimora del fattore, caratterizzata da linee architettoniche più ricercate, sono ancora visibili resti di affreschi dalle forme ben riconoscibili. Di fronte alla casa del fattore, ormai chiuso e seminascosto dalle foglie di un piccolo arbusto, l’indispensabile pozzo dal quale le famiglie attingevano l’acqua.
Lunedì 2 giugno Agorà, incontri culturali albatesi, organizza la consueta visita alle cascine albatesiQuesto il programma:-ritrovo alle ore 9.15 presso la cascina Masséé, -quindi trasferimento alla Villa Elisa di Trecallo-termine alle ore 12.00 con uno spuntino rustico Guida la Dott.ssa. Franca AianiE’ gradita conferma di presenza aMaria cell. 348.34.51.600; Franca 339.85.31.270 oppure a albateagora@gmail.com In […]
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