Dopo una breve e meritata pausa estiva, tornano gli appuntamenti di Agorà: ad inaugurare un’agenda settembrina densissima di iniziative, è la visita guidata tenutasi giovedì 28 agosto presso l’Oratorio dedicato ai Santi Cosma e Damiano e condotta dal prof. Alberto Rovi.

Collocato lungo l’antica Via Regina a pochi passi dalla Basilica di Sant’Abbondio, celato da un alto muro di cinta e da un cancello quasi sempre serrato, l’edificio si rivela una vera sorpresa. A meravigliare il folto gruppo di partecipanti sono soprattutto i cambi di destinazione d’uso subiti dallo stesso nel corso dei secoli: costruito alla fine del 1200, resta adibito a chiesa almeno fino al 1600. Successivamente, l’edificio viene trasformato in abitazione privata, tanto che all’esterno del lato meridionale sono ancora ben visibili diverse finestre (alcune delle quali murate) e due porte. A ricordarci la sua destinazione originaria è l’abside romanica, immersa nel verde prato circostante, le cui pareti interne mostrano pitture gotiche e rinascimentali. Nell’abside appare un affascinante affresco trecentesco con la Vergine in trono e i Santi titolari, patroni dei medici: Cosma e Damiano, gli stessi che, in un affresco oggi visibile in Pinacoteca, sono rappresentati con il mortaio da farmacista e un vaso ed un libro.

La visita guidata vuole essere un’occasione anche per visitare l’interessante mostra organizzata all’interno della stessa chiesa dalla Società Archeologica Comense e dedicata alle mura della città di Como: dalle origini romane che ci rimandano alla fondazione della nostra città, sorta nel 59 a.C. per volere di Giulio Cesare, all’epoca napoleonica, passando per le mura attualmente visibili e riconducibili all’età medievale.    

A Como la fine del mese di agosto non coincide solo con il termine delle vacanze estive, ma anche con la festa patronale della città: a conclusione della visita, dopo un’ora dedicata alla cultura, la tradizionale Fiera di S. Abbondio ha offerto la possibilità, per chi lo volesse, di gustare piatti tipici locali.    

Francesca Rossini  

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Concludevamo l’uscita a Como notturna con la considerazione che “guardare” è molto più che vedere. Vero. Ma qui dovremmo aggiungere che si può “guardare” anche senza “vedere”. E’ la considerazione a cui siamo giunti dopo la stimolante uscita in Valbasca con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, un gruppi  numeroso, bello, disponibile a giocarsi in un Read More →