Un percorso a ritroso di 2000 anni quello di sabato 17 maggio, un percorso affascinante  nelle gallerie che, sotto via Cesare Cantù, celano i resti della cosiddetta Porta Pretoria.
Il numeroso gruppo di Albatesi (abbiamo dovuto scaglionarci in tre sottogruppi) ha vissuto con spirito pionieristico l’avventura di conoscere una parte non visibile della storia comasca, densa di richiami ai tempi lontani in cui si andava costruendo la città che oggi chiamiamo “murata”.
Le mura,  di cui Cesare dotò  novum Comum nella convalle sapientemente bonificata dalle  preesistenti paludi, erano il primo baluardo difensivo in epoche  in cui  era facile prevedere incursioni ed attacchi ostili.
La porta che apriva (e chiudeva) l’ingresso a sud all’altezza del cardo maximus (la strada principale sull’asse nord – sud  che coincide con l’attuale via Cantù) con le sue due alte torri era davvero il primo monumentale punto di ingresso là dove poi in epoca medievale, e su un perimetro più avanzato, sarà costruita la Porta Torre.
La nostra guida, la dott.ssa Orsenigo, ci ha magistralmente accompagnato a scoprire i vari passaggi di funzione e di struttura dei resti,  che furono scoperti proprio cent’anni fa durante i lavori di costruzione dell’Istituto tecnico: emozionante scoprire i solchi nei quali venivano fatte scorrere le saracinesche di chiusura, o i buchi in cui venivano fissate le lastre di marmo, o i segni lasciati dal passaggio delle ruote dei carri nelle pietre di soglia!.
Oggi, ben valorizzati da un ottimo lavoro di restauro ed accompagnati da efficaci strumenti di comunicazione mediale, ci danno un’ulteriore prova  della ricchezza della storia della nostra Città.

Visita la pagina del Comune di Como

Sabato 17 maggio ore 14.30 visita guidata alla straordinaria Porta Pretoria con la dott.ssa Clelia Orsenigo , che  rappresentava l’accesso alla città di Como e fu edificata tra la metà del 1° secolo a.c. e gli inizi del 1° sec. dopo Cristo in concomitanza con la costruzione della cinta muraria.

Iscrizione obbligatoria.

dal sito del Comune di Como

“La porta, a due aperture separate da un pilastro centrale e fiancheggiata da due torri ottagonali, fu scoperta nel 1914 in occasione della costruzione dell’Istituto Tecnico. Una volta messa in luce, apparve subito chiaro che doveva trattarsi dell’ingresso principale a Novum Comum per chi giungeva da Milano e in genere dalla pianura padana, ed era diretto verso Nord, attraverso il lago o la via Regina. Era transitabile anche dai carri, come dimostrano i solchi presenti sulla soglia in pietra, e le aperture potevano essere chiuse da saracinesche calate dal piano superiore, che scorrevano entro guide in serizzo, inserite nei piedritti laterali. Nella torre occidentale, in un secondo momento, venne ricavato un passaggio pedonale lastricato, ancor oggi ben visibile. La Porta si apre al centro del lato sud delle mura d’età cesariana; verso la fine del II secolo, quando ormai aveva perso la sua funzione difensiva, fu abbellita con lastre e cornici di marmo di cui restano ancora alcuni elementi. Dopo la fine dell’impero romano subì una nuova ristrutturazione e recuperò la sua originaria funzione difensiva.”

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