Serata interessante e densa di stimoli quella di  martedì 27 novembre promossa da Agorà nella sala della Comunità.
Il dott. Lorenzo Marazzi, storico di lunga esperienza, ha presentato l’ affascinante percorso che seguendo la Strada Regina conduce da Camerlata ( qui giungendo da Milano) sino al San Fedelino. Il relatore ha tratteggiato con competenza le motivazioni storiche che portarono i Romani alla costruzione e all’uso di un percorso che in molti tratti faceva riferimento a consuetudini preistoriche, con un excursus che, anche grazie alle immagini molto significative e dirette, ha consentito ai presenti, attenti e interessati, di scoprire luoghi, usanze,  caratteristiche viarie,  relazioni tra gli antichi percorsi e gli attuali.

 A seguire il dott. Guido Marazzi ha spiegato  come nei tempi odierni, anche grazie alla Associazione Iubilantes, ci sia una rinnovata attenzione a ripercorrere a piedi questi percorsi, e a valorizzare gli antichi itinerari per riappropriarsi dei luoghi lariani e, più in generale, delle vie di collegamento tra il nord e il sud (la Francigena, la Romea, ecc.).
A seguire la dott.ssa Franca Aiani ha illustrato il calendario per il 2013, che quest’anno propone uno sguardo sugli angoli di Albate visti dalla inusuale prospettiva dall’alto: si tratta di immagini colte da un punto più elevato ( un poggio, il tetto di un condominio, un passaggio in idrovolante), che consentono di scoprire in modo diverso ciò che ci è abituale. Le foto, come sempre efficaci e di notevole impatto emotivo, sono di Luigi Zanfrini ed Elena Trombetta.
Ed infine è stato presentato il progetto “Carte di identità” che è risultato vincitore del bando 2012  per le Associazioni di promozione sociale. Obiettivo principale del progetto è di scoprire le caratteristiche sociali e storiche attraverso le carte topografiche del nostro territorio, vere e proprie “fotografie” delle diverse tappe percorse dai nostri antenati. Disposto su più piste di lavoro, il progetto intende raccogliere e digitalizzare le antiche carte topografiche a partire dal catasto teresiano, analizzarle per ricostruire attraverso i cambiamenti urbanistici le trasformazioni  sociali,  raccogliere i microtoponimi che esprimono il legame spazio-realtà umana e produrre una carta topografica che, localizzando questi microtoponimi, consenta di tramandare alle nuove generazioni un patrimonio culturale che si sta perdendo.
La riprova della validità del progetto è data dall’estendersi (inizialmente non previsto) alla realtà scolastica della 3a A della scuola primaria di via Acquanera, che sta partecipando ad incontri di avvio alla lettura delle vecchie cartine in un percorso di approfondimento dall’intrigante titolo di “Giochiamo … a carte”.

 

f. a.

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