“Museo straordinario; lasciamo una piccola richiesta: che sia ampliata l’esposizione del materiale proveniente dalla necropoli preromana di Albate – una comitiva di Albatesi in visita”
è questo il messaggio che il gruppo organizzato da Agorà ha lasciato sul quaderno dei visitatori del museo archeologico domenica 17 Febbraio.
Una visita che ha voluto dire  un percorso nel tempo di parecchie migliaia di anni nella storia dell’umanità  e anche l’ affascinante scoperta di un museo che è collocato in due meravigliosi antichi palazzi della Città appartenuti alle famiglie Giovio e Olginati.

I primi passaggi hanno consentito di capire l’importanza del collezionismo di alcuni comaschi che per primi hanno colto il valore del raccogliere oggetti dei tempi passati: Regazzoni ( con le raccolte di materiali in pietra di varie parti d’Italia e d’Europa e con l’interessante piroga di Besnate di 1670 anni fa) e Alfonso Garovaglio con i reperti egizi e greci.
A loro si deve l’interesse che ha portato alla creazione delle prime sale e poi dei musei; ai Direttori, che si sono succeduti nel tempo, un grazie per avere reso sempre più interessante e viva l’esposizione.
Il nostro gruppo è partito proprio dalla sala del tempo, che ha permesso di capire come l’evoluzione  abbia avuto scoperte ed innovazioni che hanno velocizzato il cammino dell’umanità.
Dal Paleolitico al Neolitico, all’età dei metalli, i materiali esposti hanno permesso proprio di capire il faticoso, ma inarrestabile procedere degli uomini.
“Ricordiamo sempre che dietro ogni oggetto ci sono persone che in tempi lontani da noi lo hanno usato  nella vita quotidiana” è stata l’esortazione iniziale della guida, la dott.ssa Franca Aiani.
Su questa traccia scoprire i passaggi epocali ha davvero portato ad un incontro diretto con i nostri progenitori, quelli che abitavano il territorio comasco a Camerlata, a Prestino, a Rebbio e ad Albate nel tempo della “cultura di Golasecca”.
Dalle necropoli scoperte e studiate da grandi esperti del Museo e  della Società Archeologica Comense sono usciti vasi in terracotta e bronzo, spade, fibule, braccialetti, collane, persino un carro a quattro ruote e uno strumento per la toeletta personale in argento e oro, oggetti tutti che ci hanno fatto capire la vita quotidiana dei nostri antenati  nel primo millennio avanti Cristo e la loro capacità di entrare in costante contatto con altre culture lontane a sud ( gli Etruschi, i popoli del Mediterraneo) e il Nord  (l’ambra e lo stagno trovati da noi ci parlano proprio del Baltico e della Cornovaglia)
Poi la sezione romana e l’incontro con una civiltà  “più avanti” rispetto agli indigeni con alcuni significativi pezzi: i vetri eleganti, le lucerne singole e multiple a lampadario, le ceramiche raffinate, gli affreschi. Nel II secolo con l’arrivo dei Romani nella nostra zona giunge in modo corrente la scrittura e la possibilità di lasciare qualcosa di scritto ci fa entrare nella storia.
Della Como romana ci è rimasto poco: gli insediamenti successivi hanno di fatto cancellato quanto costruito allora. Ma grande è stata l’emozione nel vedere nelle vetrine un biberon, orecchini raffinatissimi, strumenti  per la pesca o l’agricoltura, vasi per olive e vino, pedine per il gioco, balsamari per il trucco, bisturi di un medico e anche (eccezionali ritrovamenti da necropoli romane) pezzi di pane carbonizzato, castagne  e persino due uova ritrovate a Mariano Comense. Ci è sembrato davvero che il tempo si fosse fermato. 
Era quasi l’una quando abbiamo concluso: una visita di quasi tre ore (ma nessuno se n’é accorto!), un salto nei millenni, una scoperta, tante emozioni.
Alla prossima!

(le immagini sono tratte dal sito del Museo Archeologico di Como  per gentile concessione)

 

Vai al sito della Museicivici di Como

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Dopo i vari corsi di storia locale, Agorà propone una visita guidata al  Museo archeologico di Como, con particolare attenzione alla sala  11 per ammirare gli straordinari reperti recuperati dalla  necropoli preromana  di Albate.

 

 

Programma:

Domenica 17 Febbraio, ritrovo ore 9,45 a Como, piazza Medaglie d’Oro (di fronte al Museo). Conclusione della visita ore 11,45.
Il gruppo previsto è di 23 persone, perciò si chiede cortesemente l’iscrizione a Franca 339.85.31.270 o Giovanni 348.78.02.359.

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