Il quarto incontro di “Leggevamo ad Albate II edizione” , a metà dei nostri appuntamenti, sì e svolto nella serata del 17 gennaio presso la sala del camino del centro parrocchiale di Albate organizzato da Agorà incontri culturali albatesi.
Anche questa serata ha visto un bel numero di partecipanti sia di lettori (14) che ascoltatori . Fra i lettori anche nuove presenze.

Iolanda Guerrini , ha intervallato le letture con brani  musicali eseguiti alla tastiera..
Nicola , nuovo e primo lettore, ci ha presentato una doppia versione di “La pioggia nel pineto “ lirica composta fra luglio e agosto 1902 dal poeta Gabriele D’Annunzio e una divertente parodia alla stessa lirica dal nome “La pioggia sul cappello” di Giulia Lionetto Civa che potete trovare a questo link Leggi il brano
Fiorenzo ci ha letto la prefazione del nuovo libro di Albo Busi “E baci”,
Cinquecento pagine con scritti anche inediti organizzato in ordine cronologico. Riflessioni brevi, pezzi articolati, quadretti d’ambiente, progetti per libri mai scritti , ritratti di persone sconosciute e di persone famose . Busi dimostra ancora una volta come si possa essere spavaldi in questi tempi, di come sia fondamentale affermare un sacrosanto “diritto allo sdegno”. Di come si possa toccare qualsiasi argomento, politico, culturale, senza mai abbassare la guardia .  

Eleonora ci ha letto un capitolo  da ”La cena di Natale” di Luca Bianchin
È la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni e più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no. Ma la più stravolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, “colpevole” di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il “Petruzzelli”, in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto. L’obiettivo di Matilde è sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. Ma Ninella, che a 50 anni è ancora una grande guerriera, accetta la sfida. Sbaglia però a farsi la tinta “biondo champagne”, che la renderà meno sicura, ma non per questo meno bella. Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: una diciassettenne ancora vergine (Nancy); una zia con tendenze leghiste (Dora); una coppia il cui marito forse ha messo incinte due donne (Chiara e Damiano) e un ragazzo gay (Orlando) che ha dovuto scrivere a mano undici menù, su cui spicca il “supplì con la cozza tarantina” preparato con il Bimby. Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, sparirà l’anello di Matilde, e tutti saranno indiziati. Ma ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all’altra.

Angela invece ha proposto un brano da “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di stori a e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande. Bianca come il latte, rossa come il sangue racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento, e il mondo degli adulti sembra non aver nulla da dire.

Cesare ha presentato invece in libro di  Giovanni Lugaresi, autore molto legato all’ambiente alpino.
Il libro “Anarchico il pensier” racconta una Romagna coi suoi personaggi originali, a volte bizzarri, sempre comunque ben radicati in un humus che faceva del galantomismo uno dei suoi elementi costitutivi principali. Fra libertari, preti, alpini e maestri, ecco uno spaccato di vita, di ambienti e di personaggi, ovviamente, più ampio e articolato. Sono storie e memorie, uomini e luoghi che l’autore ha vissuto; sì, perché si vivono anche le memorie e le persone e i luoghi che si sono conosciuti e amati.  Ci imbattiamo in quel mondo alpino al quale l’autore non appartiene, ma che ben conosce e che ama, attraverso la letteratura perché Lugaresi le penne nere le ha frequentate, le frequenta, e le ha viste all’opera, nella loro azione di pace, di solidarietà, soprattutto col viaggio in Russia per la costruzione di quell’asilo-scuola materna che l’Associazione nazionale alpini ideò, progettò, finanziò e costruì con le mani dei suoi soci a Rossosch nel cinquantennale della battaglia di Nikolajewka. E ci sono pure i muli degli alpini, nonché quell’eroico e santo prete, cappellano militare della Tridentina che fu don Carlo Gnocchi.
Per finire Cesare ci ha ricordato come nella storia vengano ricordati tanti anarchici che, nonostante il loro credo , abbiamo dato tanto nella Storia dell’Unità d’Italia.

Tiziano, nuovo lettore e alpino, ha proposto un libro forse poco conosciuto della letteratura alpina scritta dal grande autore Giulio Bedeschi “La mia erba è sul Don”. Un romanzo della memoria che racconta l’esperienza della guerra alle nuove generazioni. Un ufficiale della “Julia”, tornato alla vita civile dopo la tragica esperienza della ritirata di Russia, viene avvicinato da una donna che si rivelerà essere la vedova di un caporal maggiore che venne salvato da morte certa da un altro militare rimasto sconosciuto .L’ex ufficiale accetta la richiesta della vedova di provare a rintracciare il misterioso eroe e inizia così una ricerca che in due anni lo porterà a incontrare vecchi commilitoni, a rivivere i momenti tragici della disfatta dell’Armir, ma anche a riscoprire la straordinaria ricchezza umana di quel periodo. Uno a uno, come in una galleria della memoria, riemergono i compagni della guerra di Russia e il ricordo del passato si intreccia con i conflitti del presente: non guerre di eserciti, ma scontri tra vecchie e nuove generazioni. Un libro che ha attraversato cinquant’anni di storia italiana.

Giancarlo ha proposto un brano tratto da “Via dei matti numero zero – storie senza fissa dimora” di autori vari
“Nel 2002 l’Associazione Terre di mezzo aveva indetto il concorso letterario ‘Via dei matti numero zero – storie senza fissa dimora’ che è poi il titolo dell’antologia, pubblicata dalla Editrice Berti, con i racconti selezionati. Simona Angioni, scrittrice di Cuneo, nel suo racconto intitolato ‘Venite’, ha interpretato il tema della casa in modo assolutamente originale e con un finale sorprendente”.
Il compleanno di un travestito in carcere, il monologo di una homeless con Dio, le avventure di un giovane precario, le memorie di un musico armeno errante… Sedici stili diversi per raccontare, con leggerezza e grande efficacia, la casa, la stanza, la baracca o il cartone… la dimora di oggi o quella che stiamo ancora cercando.

Andrea, ha invece presentato un libro sulle vicende di Jorge Mario Bergoglio , Papa Francesco, quando ancora viveva nella sua Argentina.
Un’inchiesta condotta sul campo, in Argentina, che fa piena luce sul modo di muoversi di Jorge Mario Bergoglio negli anni dei desaparecidos. Lungi dall’essere stato connivente o passivo, Bergoglio mise in salvo quanti poté, preti e laici, cattolici come lontani dalla fede, a costo di elevati rischi personali e con stratagemmi talora rocamboleschi. A dittatura finita, il cardinale di Buenos Aires si è fatto voce della richiesta di perdono da parte della chiesa per le sue responsabilità in quella «guerra sporca».

Singolarmente Stefano , figlio di Nicola, ha concluso la serate con una bellissima riedizione ironica dell’Eneide “Il complesso di Didone” . Bello e divertente il brano oltreché presentato con una lettura che potremmo dire “professionale”. Potete trovare il divertente brano a questo link Leggi il brano

Per il protrarsi delle numerose letture non hanno potuto presentare i loro brani Franca “Penso a Dio qualche volta di notte” di Michele Brambilla , Maria “L’ arte di annacarsi. Un viaggio in Sicilia”  di Alajmo Roberto , Giovanna con “Le tre minestre” di Andrea Vitali e Flavio un racconto di Natale tratto da “Comaschi in Guerra” edito dalla Sezione Alpini di Como.
Iolanda Guerrini , ha intervallato le letture con brani  musicali eseguiti alla tastiera di Luigi Picchi ,  D.Gio.Battà Martini  e Wolfang Amadeus Mozart…
L’immancabile rinfresco finale ha chiuso la serata con l’invito a tutti per il prossimo appuntamento del 14 febbraio 2014 organizzato da Oratorio Albate e Con Lorenzo per mano Onlus sempre presso il centro parrocchiale.
E non dimenticatevi di portare il vostro libro da leggere…

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