Il secondo appuntamento di “Leggevamo ad Albate  II edizione” si e svolto, organizzato da Unione Circoli cooperativi e Classe 1941 Albate, preso la sale F. Villa venerdi 15 novembre .
Tanti e nuovi i “lettori” presenti alla serata.

Clemente ci ha presentato l’ultimo libro fotografico edito da Carlo Pozzoni e commentato da Giancesare Bernasconi e Giorgio Cavalleri
Il libro “Como, il Fascismo, le immagini, una città in camicia nera” racconta attraverso le oltre 100 immagini inedite di Giancesare Bernasconi, realizzate dal padre Ansaldo e dallo zio Miro, la Como degli anni ’30 e ’40 con i protagonisti e le manifestazioni dell’epoca. Nel volume anche un saggio dello storico Giorgio Cavalleri , albatese, e un testo di Pierluigi Comerio sulla stampa dell’epoca. Bellissime le fotografie fra le quali anche alcune di Albate della azienda MAVI (Marzorati Masciadri Veronelli) con alcuni/e albatesi riconosciute come parenti dai presenti alla serata.

Cesare si ha proposto un brano di Claudio Magris tratto da “L’infinito viaggiare” che narra dei  The stolen children, i bambini rubati. Si tratta di aborigeni. La tragedia di questi ultimi costituisce il fulcro della storia australiana, un tema a lungo rimosso e da alcuni anni discusso fra passioni e polemiche. I bambini rubati riguarda una di queste misure, in questo caso catastrofica e barbarica. Qualche decennio fa, numerosi bambini aborigeni furono strappati a forza o con l’inganno alle loro famiglie – a genitori normali e affettuosi, che si occupavano di loro – e affidati a famiglie bianche, affinche’ crescessero e diventassero bianchi, a parte il colore della pelle.

Maria ci ha proposto un capitolo di “Non chiedere perché” di Franco di Mari
Il romanzo si sviluppa a Sarajevo, in piena guerra fratricida della ex Jugoslavia, nell’estate del 1992, quando i cecchini sono appostati dietro ogni persiana e le granate dilaniano interi quartieri.
Marco De Luca è l’unico fra i suoi colleghi giornalisti ad aver accettato l’incarico di inviato per la televisione italiana in questo inferno. Raccontare la complessità dei Balcani in novanta secondi al Tg è impossibile, perciò non resta che denunciare l’inaudita barbarie. Ma anche in questo inferno
è possibile tornare ad essere “uomini”.

Giovanna di Luis Sepulveda “Storia di una lumaca che scopri’ l’importanza della lentezza” Storia di una lumaca che trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curisoa di scoprire le ragioni della lentezza, Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio e alla fine del quale, dopo vari incontri, comprende il valore della memoria, del coraggio e della lentezza.

Marco un brano di Giovanni Papini tratto da libro “La felicità dell’infelice” dal titolo “Gli amici sono nemici”
È questa la prima opera postuma di Giovanni Papini. Pressoché interamente ordinata da lui prima della morte, la raccolta delle ultime “schegge” porta il titolo, da lui stesso indicato, di una delle più belle, e già famose. È l’estremo messaggio, l’ultima parola di Papini: il suo testamento. Il testamento di un forte, di un innamorato non mai tiepido della vita e della fede.
Papini da tempo colpito da una paralisi progressiva che aveva attaccato le braccia e le gambe, e lo aveva reso quasi muto e pressoché cieco. Per consentirgli di scrivere i suoi articoli la nipote, Ilaria
Occhini, si poneva vicino a lui, e cominciava a elencare, una per volta, le lettere dell’alfabeto, fino a quando Papini le faceva un segno, ed ella provvedeva a scrivere la lettera prescelta. In tale modo, , Papini riuscì a pubblicare gli articoli destinati al “Corriere
della Sera”.

Gianfranco ha letto il brano “25 dicembre” dal libro “Teniamoci visti” di cui lui stesso è l’autore
Il libro racconta undici storie di “naufraghi e naufragi”. Naufragare è sinonimo di perdersi, smarrire la rotta, vuol dire confrontarsi con il fallimento dei propri progetti e non avere più punti di riferimento, ritrovarsi soli con le proprie insicurezze e le proprie paure. E se provassimo a vedere le cose in maniera diversa? Smarrire la rotta forse può voler dire anche avere di fronte infinite possibilità, poter scegliere una nuova strada, scoprirsi liberi da abitudini, consuetudini, sciolti da lacci e laccioli, liberi da percorsi che altri hanno scelto per noi, padroni del proprio destino, soli certo, ma della solitudine di chi può e deve contare unicamente sulla propria abilità di leggere il vento e i segni del cielo. Il rischio degli scogli e dei bassi fondali è forse il prezzo inevitabile di un’esistenza vissuta in prima persona.

Luigino ci ha invece presentato dal libro “L’orrore economico” di Viviane Forrester alcuni brani
Il libro pubblicato per la prima volta nel 1996, lanciava  un grido d’allarme e suscitò forti polemiche. A distanza di oltre un decennio, di fronte a una crisi economica mondiale e a logiche di globalizzazione che hanno umiliato i lavoratori senza produrre vera ricchezza e benessere, la lucida analisi di Viviane Forrester si dimostra più attuale che mai. Infatti, continuiamo a vivere immersi in un’illusione magistrale, in un mondo scomparso che ci accaniamo a non voler riconoscere come tale, e che false politiche e politici bugiardi pretendono di perpetuare.

Infine Flavio in concomitanza della ricorrenza del 4 novembre “Anniversario della Vittoria”  e del 10° anniversario dell’attentato di Nassirya, ha presentato due libri : “Un anno sull’altopiano di Emilio Lussu e un brano del libro “La patria Chiamò” di Luca Barisonzi
I due libri solo legati dal ricordo dei “primi” Reduci che ricordiamo il 4 novembre e i “nuovi” Reduci che hanno vissuto in questi anni le missioni all’estero.
Luca Barisonzi , che ha ora 23 anni ,  è stato ferito in un attentato nel quale è rimasto completamente infermo sua una sedia a rotella e il suo “fratello” di missione Luca Sanna è morto.
Nel brano letto, Luca lucidamente racconta perche ritornerebbe in Afganistan in quanto a questo paese lui ha dato ma anche ricevuto molto.

Alla fine un breve rinfresco ha dato modo di conoscere nuovi amici.  Un grazie alle associazioni che hanno organizzato l’incontro.
Il prossimo appuntamento è per il 13 dicembre presso la sede del Club Amici di Trecallo nella propria sede di via All’Aia.

 

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