per la serie “la storia si studia (anche) al bar”

Albate tra Otto e Novecento:
da comunità rurale alle prime tessiture
con Franca Aiani

Immagini storiche dell’Archivio Agorà
curato da Luigi Zanfrini

Albate, Bar Frey – Piazza del Tricolore

martedì 13 febbraio, ore 21:00

ingresso libero (posti limitati,)

iscrizione obbligatoria – sino al giorno 11 febbraio prelazione per i Soci

Info e iscrizioni: Franca 339.85.31.270

IMG_1621   Un piccolo giallo contraddistingue la sua nascita: la sua mamma, infatti, le aveva sempre raccontato che era nata il giorno dopo la Madonna d’Agosto, il 16.08.1916, ma gli atti ufficiali, e quindi la sua carta di identità, riportano un … posticipo di due giorni: 18.08.1916.

Un’infanzia come tante altre, la sua: a Baraggia in una famiglia numerosa di 6 figli ( lei è la quarta); battezzata ad Albate frequenta le scuole elementari sino alla quarta (la quinta allora non c’era) con le maestre Tommasi e Sironi.

Appena l’età glielo consente, giovanissima, è tessitrice alla Marzorati – Veronelli, di fronte ai Maséé. Durante la guerra si sposa con Paolo Penone, e dalla loro unione nasce Maria Luigia nel 1946. Salvo una breve parentesi in via Belvedere, la sua vita, all’insegna di “famiglia e lavoro” è tutta consumata in Albate, in via alla Zocca prima, in via Fossati poi, dove attualmente abita con la nipote (la figlia è prematuramente scomparsa nel 1999).

Minuta e instancabile, ha continuato a prendersi cura dei pro-nipotini: quante volte l’abbiamo vista andare e tornare dall’asilo di via Balbiani con il piccolo Stefano?

Non le manca l’intraprendenza: ormai novantenne, dal 2006 è divenuta con la nipote Maria Luciana camperista di lungo corso e si è lasciata prendere dalla passione dei viaggi visitando in lungo e in largo la Francia: Bretagna, Normandia, il Massiccio centrale, Lourdes.

Ed è proprio da uno di questi viaggi che riporta un aneddoto curioso, allorché sotto una pioggia torrenziale ha visitato la “maison de l’âne” (la casa dell’asino). Tutta inzuppata non ha potuto che lasciarsi scappare una contagiosa risata nell’osservare con un’efficace espressione dialettale “ma varda tì, se duvevi vegnì in Francia a vedé gli asàn che gh’avevi a cà mia!!”.

Attorniata da parenti ed amici (non poteva mancare la sorella Irma di 95 anni e Paola, un’amica di … 102!!!), con le rappresentanza di Agorà, incontri culturali albatesi, e del Corpo Musicale Albatese, spente le immancabili 100 candeline, ha festeggiato felice il suo traguardo, pronta a fare le valigie per una nuova avventura in camper.