La Como che non sapevo
Metti un tranquillo lunedi all’ora di cena, lo squarcio a sorpresa di una vera primavera, con luce brillante e radente, un gruppo sorridente di persone varie e incuriosite e una città che rivela la sua storia. Basta saper guardare.
Piazza Roma: alzando gli occhi ritagli di affreschi e nobili portali evocano le grandi famiglie comasche mentre di lato, un po’ in sordina, resistono le arroganti mura viscontee. Pochi passi e incontriamo l’abside di San Giacomo, elegante e semplice romanico, stretto tra le case e a distanza di un braccio dalla finestra di una accogliente signora di origini albatesi.
E’ già buio quando ci avviciniamo al Duomo (ma abbiamo fatto in tempo a vedere la cupola al tramonto da una prospettiva che ha da rimanere segreta).
Lo ammiriamo alle spalle, da piazza Verdi, dove gli stili architettonici più diversi stanno in dialogo armonico e ci commuoviamo al racconto delle sue statue, le più alte e nascoste, rifinite da sconosciuti scalpellini in ogni dettaglio, con la cura che si ha per ciò che si ama.
Le strade cominciano a svuotarsi e saliamo verso piazza San Fedele. Ogni incrocio ad angolo retto dichiara la fondazione romana della città. Dietro la basilica, a un passo dal parco giochi, una nevera, dove neve e ghiaccio conservavano i cibi fino a estate inoltrata. Piazza “Mercato del grano” e “Torre degli asini” ci raccontano di una città operosa e mercantile che si è evoluta senza perdere identità.
Ultima tappa: il medioevo allo stato puro di via Vittani, non prima di aver scoperto un cippo, nella parte alta di via Diaz, a memoria di quando il lago, nel seicento e qualcosa, risalì profondamente la “sua” Como.

Mariagrazia

Como by nigth,
Dopo un rinvio a causa delle condizioni atmosferiche, finalmente lunedì 13 c.m. con un gruppo di amici abbiamo potuto “gustare” una interessante visita, organizzata da Agorà, alla nostra città di sera.
La nostra bravissima guida  Prof.ssa Franca Aiani ci ha “portato nella storia” della città attraverso
I Palazzi ed i resti a noi pervenuti.  Dalle terme Romane, recentemente restaurate, alla Como medioevale, con la descrizione della cittadella fortificata ai tempi della decennale guerra con Milano, dai palazzi rinascimentali sino a quelli più recenti rappresentati dalla scuola razionalista,
uno per tutti l’ex Palazzo del fascio attuale sede della Guardia di Finanza.
Abbiamo cosi’ potuto scoprire interessanti scorci di città che normalmente non osserviamo dall’abside della Chiesa di  S. Giacomo grazie alla gentile ospitalità della  Sig.ra Cattaneo,
alla visita di p.zza Verdi con la visione contemporanea di 4 importantissime opere che riassumono
altrettanti stili e testimoniano epoche diverse vissute da Como: il già citato Palazzo del fascio, dall’architettura razionalista; il Teatro Sociale con la ottocentesca facciata neoclassica; l’abside del Duomo, settecentesca e la medioevale Torre Pantera.
Una visita davvero interessante, merita di altre “puntate” per completare quanto purtroppo non si è potuto visitare per conoscere meglio ed apprezzare la nostra bella città.

Carlo

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Sono passati 1700 anni dallo straordinario Editto di Milano. Era un tempo segnato da grandi cambiamenti, soprattutto per i Cristiani: dopo secoli di persecuzioni sanguinose, l’imperatore Costantino cambia la storia per sempre, dando loro la libertà di professare il Cristianesimo.
La mostra denominata “Costatino 313 d. C.”, aperta nel palazzo Reale a Milano, ricostruisce le vicende del tempo in cui fu emanato l’editto, scoprendo i fatti meno conosciuti e i dettagli nascosti non solo della vita dell’ imperatore Costantino e di sua madre Elena,  ma anche delle condizioni dell’ Impero Romano.

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“Museo straordinario; lasciamo una piccola richiesta: che sia ampliata l’esposizione del materiale proveniente dalla necropoli preromana di Albate – una comitiva di Albatesi in visita”
è questo il messaggio che il gruppo organizzato da Agorà ha lasciato sul quaderno dei visitatori del museo archeologico domenica 17 Febbraio.
Una visita che ha voluto dire  un percorso nel tempo di parecchie migliaia di anni nella storia dell’umanità  e anche l’ affascinante scoperta di un museo che è collocato in due meravigliosi antichi palazzi della Città appartenuti alle famiglie Giovio e Olginati.

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