Predisporre il  calendario 2012 è stata un’impresa ardua. Il tema individuato (alberi, fiori, cespugli…) ha da subito suscitato grande interesse e tantissime sono state le foto che ci sono pervenute. Segno significativo di un’attenzione verso la natura, ma anche di un legame “naturale” che ci collega profondamente a tutto ciò che è “flora”.E d’altro canto: Read More →

Collezionare qualcosa fa certamente  parte degli hobbies più diffusi, collezionare cartoline è altrettanto certamente un modo immediato e facile di “raccolta”  ( almeno sino a quando le cartoline erano un mezzo diffusissimo di comunicazione delle proprie esperienze di viaggio o di villeggiatura).

Collezionare cartoline del tempo di guerra fa invece parte di qualcosa di più impegnativo e storicamente importante, perché travalica le sensazioni personali per diventare tessera di un affresco più grande e condivisibile.

La passione di Lorenzo Marazzi si è così tradotta (anche grazie alla cura di una zia che ha conservato tutte quelle di famiglia) in un amplissimo repertorio di “pezzi”  significativi di un arco storico che dagli ultimi decenni dell’Ottocento giunge al 1945.

Una collezione eccezionale quella di Marazzi, oltre 900 “pezzi” di cui ha dovuto scegliere forzatamente un centinaio, che  ha illustrato con la consueta dovizia di particolari sulle caratteristiche grafiche e i riferimenti storici.

Si tratta di immagini di elevato impatto:  graficamente belle, alcune con punte di raffinatezza dal  punto di vista artistico, rappresentano tutte  il mezzo più usato per dare notizia di sé ai propri cari, un veicolo di comunicazione immediato in frangenti di particolare durezza come quelli delle guerre.

La singolarità della  collezione Marazzi è quella di aver riunito per serie queste immagini: quelle con immagini tratte dalla  Divina Commedia, quelle dei mesi, quella dei bimbi, quella singolare e raffinata di argomento femminile, e anche quelle con immagini fotografiche (tutta la serie dell’arresto,  della condanna e dell’esecuzione di Cesare Battisti nella prima guerra mondiale) o di tipo propagandistico nella Seconda.

Se il diritto della cartolina ci porta  a conoscere il mezzo  esteriore di comunicazione, il retro ci porta a riflessioni più profonde e umanamente coinvolgenti: ciascuno può immaginare il dato umano di trepidazione, di dolore, di difficoltà terribili che facevano da sfondo a queste cartoline.

“Io sto bene e così spero anche di voi” era questo il messaggio più usuale, quello che, per non creare ulteriori ansie ai familiari, taceva il freddo, la fame, le marce estenuanti o le terribili attese nelle trincee.

Di questo mondo traspare poco nelle  immagini accurate delle cartoline, ma è sufficiente un attimo di riflessione e ne scaturisce tutto lo spessore drammatico ed umano.

 

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