Relazione della Presidente uscente, Franca Aiani, all’Assemblea elettiva di mercoledì 18 Aprile 2018

Invito i presenti ad un momento di raccoglimento in ricordo dei Soci defunti nel 2017: Bellasio Adele, già proboviro, Marino Assunta, Mottin Lorenzo.

Non è stato facile impostare la relazione di questa assemblea: il 2017 è stato un anno davvero impegnativo, con alcuni cambiamenti in corsa che hanno reso necessario un adeguamento di compiti all’interno del direttivo; ho pensato perciò di predisporre una sintesi delle attività fatte in modo che sia possibile avere uno sguardo complessivo su quanto svolto senza dover citare una per una le varie iniziative.

Ho seguito il prospetto che solitamente compiliamo per il mantenimento dell’iscrizione al registro delle associazioni di promozione sociale. Ne esce il quadro davvero confortante di un’associazione attiva e che si sforza di rispondere alle proprie finalità statutarie coniugando tradizione e novità per rispondere in modo vivo alle sfide di oggi. Non è facile oggi coinvolgere le persone sui temi culturali: abbiamo cercato di farlo con intraprendenza, allargando sia i campi di riferimento, sia sperimentando nuove modalità di approccio che suscitino quella naturale curiosità che ci fa uscire di casa per ritrovarsi a condividere con altri emozioni e riflessioni. E’ questa la prima risposta a quel richiamo già presente nella nostra denominazione: quel termine “incontri” che significano uscire dalla propria solitudine per trovare con gli altri occasione di incontro e di relazione. In un mondo in cui “il virtuale” sembra essere metodologia invasiva che rinchiude la persona in un orizzonte appiattito ed anonimo, in cui i “contatti” sono privi di “tatto”, sensorialità, vogliamo tenacemente insistere su relazioni dirette che facciano sentire sapori ed odori, gusti e profumi di un’umanità in cammino. Ricordavo proprio pochi giorni fa in una di queste nuove sperimentazioni culturali (lo stimolante aperitivo d’arte) come non a caso sapere e sapore abbiano la stessa derivazione etimologica, a significare che la conoscenza, l’istruzione, la cultura altro non debbano essere che una profonda dimensione ad appassionarci di quello che facciamo, a provare “gusto” della vita.

E’ quest’ottica di relazione che poniamo come primo obiettivo delle nostre iniziative: condividere la cultura significa per noi fare partecipi in modo esteso quanti co-abitano con noi nel nostro territorio, sollecitare le nostre e le loro riflessioni, confrontarci, crescere con loro. Uscire dai nostri incontri dovrebbe registrare ogni volta un di più non solo di conoscenze, ma anche di benessere, di una piacevole sottile sensazione di star bene. In tal senso ci sforziamo almeno di indirizzare il nostro impegno; ci sembra spesso di registrare nelle nostre iniziative un clima cordiale, nel senso etimologico che fa bene al cuore. Sotto i numeri, al di là dei numeri peraltro cospicui, forse inimmaginati, il nostro primo obiettivo è proprio ricreare un clima gradevole di colloquialità e simpatia, di condivisione.

Rientrano in questo obiettivo gli incontri con gli amici e le amiche un po’ speciali delle Case per anziani “S. Marcellina” e “don Guanella” e dell’Unione Ciechi.

I temi sono quelli consueti ad Agorà: la storia, le tradizioni, i modi di vivere di un tempo, che consentono (per ovvia questione anagrafica) di avere interlocutori attivi in quanto testimoni. E così, anche con l’ausilio di un ponderoso archivio di immagini, che dobbiamo alla instancabile attività di Luigi Zanfrini, si riannodano i fili della memoria: i proverbi contadini che scandivano mese per mese le attività agricole, gli antichi mestieri, la gelsibachicoltura, ma anche la storia del territorio dalle antiche ere geologiche all’arrivo dei Romani.     Sono momenti speciali con persone speciali, che stimolano ad approfondire gli argomenti e spesso trovano aneddoti personali inediti da aggiungere alle tante notizie sul tempo passato (e qualche volta si ha l’impressione di avere raccolto informazioni più di quanto se ne siano date). Su questo filone interattivo sono nati laboratori culturali multisensoriali imperniati sull’esplorazione di temi “stagionali” legati quindi al succedersi del tempo: gli agrumi, i fiori, l’ulivicoltura e così via; ma anche percorsi impegnativi che legano temi delle ricorrenze dell’anno a excursus d’arte di alto livello, come gli affreschi di S. Abbondio e la cappella degli Scrovegni. Fa parte di quel modo di intendere la cultura come servizio che è nel DNA di Agorà in quanto associazione nata nella parrocchia.

Ancora da ricordare, all’insegna di un progetto educativo che ci vede partecipi nel territorio, sono gli interventi nelle scuole sia in classe sia in accompagnamento alle visite guidate ai luoghi storici. E’ un investimento sul futuro, perché questi ragazzi abbiano il senso dell’essere abitanti di Albate, partecipi e protagonisti della storia, cittadini del mondo: gli incontri con loro registrano sempre entusiasmo e partecipazione. Consolante.

Un segmento importante delle nostre attività sono diventate le visite alle mostre e ai luoghi d’arte: è l’incontro stimolante con il bello, da gustare all’insegna di quella frase che Dostoevski mette in bocca ad un suo personaggio: “La bellezza salverà il mondo”. Ne usciamo ogni volta arricchiti non per la sazietà superficiale di aver visto dei quadri, ma per la consapevolezza di aver scoperto le personali risposte che i diversi autori hanno dato alla universale ricerca di senso. Ci piace ricordare e ringraziare in quest’occasione Anna Nebuloni, che ci accompagna in queste scoperte con passione e competenza.

Belle e molto seguite le serate di réportage di viaggio, un modo per confrontarci con le varie realtà del mondo attraverso gli occhi di due esperti “esploratori”, Renzo e Sergio.

Per quanto riguarda la Musica, che negli anni scorsi ha sempre avuto un risalto particolare, va rilevato che il nostro desiderio di programmare concerti di qualità si scontra con l’obiettiva difficoltà a reperire le risorse necessarie. È un dato oggettivo che il nuovo direttivo saprà affrontare e risolvere. C’è fortunatamente la bella collaborazione con il Corpo Musicale Albatese che consente di realizzare un significativo Concerto di Natale di livello.

E’ importante ricordare che molte altre iniziative sorgono in collaborazione con altre Associazioni sia d’ ambito comunale  come l’Unione Italiana Ciechi, Iubilantes o la Società Archeologica, sia in ambito più propriamente locale:  con il Corpo musicale Albatese, con gli Alpini, il Club Amici di Trecallo, l’Albatese, in particolar modo con quella bella piattaforma comune che è la manifestazione AssodAlbate . Parteciperemo anche quest’anno il 5 maggio.

Un importante traguardo di quest’anno è aver realizzato due pubblicazioni: la ristampa del libro sulle chiese e l’estratto dell’ articolo del professore de Marinis sulla necropoli protostorica di Albate .

C’è al contrario un punto dolente e riguarda il nostro progetto di creare un’esposizione permanente della vita contadina. Dopo i giorni esaltanti del rilancio del progetto con l’iniziativa ComeVoglioComo dello scorso anno, è di questi giorni la decisione della Giunta Comunale e del Consiglio Comunale di alienare l’ex centro civico di via Giovane Italia , luogo dove abbiamo prefigurato il nostro progetto. Occorrerà ripensare al percorso, rivedere se è possibile riprendere in extremis l’ipotesi, abbandonarlo, o cercare nuovi spazi e possibilità di realizzazione. (viene proiettato il video predisposto per promuovere il progetto)

Qualche considerazione sulla vita associativa. Quando nel 2011 intraprendemmo il percorso che ha trasformato la nostra associazioni in APS eravamo consapevoli che solo così sarebbe stato possibile affrontare le sfide dei nuovi tempi, rispondendo alle crescenti esigenze secondo i parametri posti dalla legislazione. Ciò ci ha consentito tra l’altro di partecipare (e vincere in due casi) a bandi che hanno messo a disposizione risorse economiche altrimenti non disponibili. Una strutturazione di questo tipo ha però dei costi generali (la consulenza amministrativa, l’assicurazione, la comunicazione) che occorre coprire principalmente attraverso le quote associative o con la raccolta fondi grazie alle nostre pubblicazioni. Negli ultimi tempi le disponibilità fornite dai bandi si sono molto ridotte o, se ci sono, sono a livelli per i quali la nostra Associazione non può competere, prevedendo in partenza progetti con budget troppo elevati. Da qui l’esigenza di allargare la platea dei soci. Nel 2017 si è verificata una certa diminuzione delle adesioni, fisiologica dopo i continui aumenti di questi ultimi anni, ma pur sempre da non sottovalutare: gli iscritti sono risultati 157 (di cui sei onorari). Il 2018 è iniziato in modo incoraggiante con diverse nuove iscrizioni, tale per cui siamo ad oggi alla pari con lo scorso anno, ma ci sono ancora diversi soci che devono rinnovare l’adesione. Occorrerà che il nuovo Direttivo curi in modo particolare questo settore che costituisce la base per ogni associazione. Prezioso risulta in questo senso sia il sito curato da Francesca sia le news letters che contano ad oggi circa 900 destinatari a cui attende puntualmente Andrea.

Sono due modalità importanti di comunicazione delle nostre iniziative a cui dobbiamo aggiungere facebook e l’invio ogni volta di una novantina di sms tra i soci e 130 tra i non soci per coloro che non hanno posta elettronica.

Qualche curiosità: per il sito lo scorso anno abbiamo avuto 4627 visualizzazioni pagina: notevole anche se in calo rispetto al 2016 . La diminuzione delle visite è probabilmente dovuta alla impossibilità attuale di visualizzare le foto come era in precedenza. Su questo Francesca ha segnalato l’opportunità di una riflessione per verificare nuove modalità di gestione del sito;
comunque gli Utenti sono stati 1.131 di cui l’88,8% nuovi utenti. Per quanto riguarda la provenienza degli Utenti:
74,54 % Italia
13,79% USA
2,83% Canada
1,68% Brasile
1,59% Svizzera
per fb: ad oggi abbiamo 386 followers (persone che hanno messo il like alla nostra pagina), e direi non male
Il post più visto nell’ultimo anno è stata la visita guidata al mulino Beretta del 24 giugno 2017, per il quale abbiamo totalizzato 1260 visualizzazioni senza inserzioni a pagamento, seguito dal progetto del museo con 1166 visualizzazioni e dalla visita alle cascine, con 912 persone raggiunte.

Nella tabula gratulatoria finale è bello ricordare innanzitutto il Direttivo, che si è speso in quest’anno per ottenere tutti i risultati di Agorà: ognuno nel direttivo ha un proprio compito specifico per cui mette a disposizione le proprie potenzialità e competenze e una parte del proprio tempo libero. Agorà non sarebbe ciò che è se non potesse contare su una squadra di persone che credono nei valori di promozione culturale e si spendono per renderli concreti . Grazie a Luigi Zanfrini per l’archivio di immagini e ad Adriano Ballerini, proboviro e coordinatore degli sponsor del calendario. Un posto speciale ha avuto in questi anni Maria Montorfano, stasera non è qui perché assente da Albate per un periodo di cure termali. Sappiamo quanto si è prodigata come Presidente proponendo con convinzione il salto di qualità ad aps e l’allargamento della base associativa con iniziative di ampio spettro. Lasciato con dispiacere l’incarico di presidente, ha accettato di assumere quello importante di proboviro della nostra Associazione. La ringraziamo anche per questo voler essere ancora in modo attivo nell’impegno associativo.

Ringrazio don Antonio e don Alessandro che ci hanno sostenuto ed incoraggiato (ed è un pensiero velato dalla tristezza del saluto per la loro partenza ad altro incarico e servizio), i commercianti albatesi, sponsor del calendario annuale che ci forniscono le prime risorse indispensabili per il nostro lavoro, la cassa Rurale ed Artigiana di Cantù sempre vicina.

Sapete che ripeto spesso a mo’ di incoraggiamento al nostro lavoro che “Si fa quel che si può, ma tutto quello che si può si fa”. In attesa di poter rientrare anch’io nelle “citazioni citabili”, mi piace concludere la relazione del 2017 con una massima di Theodore Roosevelt: Fate ciò che potete, con ciò che avete, dove siete. Quel che abbiamo già raggiunto e ciò che desideriamo raggiungere sono i due poli di un’unica storia, la nostra; ma è al centro di quella storia che dobbiamo vivere. È lì, infatti, che si trova quanto di più prezioso in nostro possesso: il presente.

O anche ricordare San Francesco d’Assisi: Fai ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso ti sorprenderai a fare l’impossibile. Costruendo giorno per giorno il nostro destino, potremmo sorprenderci a fare cose di cui non ci saremmo detti capaci. E’ l’augurio che ci facciamo per Agorà .

Grazie e buon lavoro!

Franca Aiani

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