A coloro che
con vita retta ed operosa e solidi valori hanno lavorato la terra di Albate

 

II lavoro tenace di ricerca storica che l’Agorà, incontri culturali albatesi, persegue ormai da più di cinque lustri, trova qui una nuova testimonianza: questo testo raccoglie, infatti, non solo le schede che costituivano l’ossatura del primo volume pubblicato (quel «Vita contadina in Albate nell’Otto-Novecento» ormai esaurito e tuttora molto richiesto), ma anche nuovi articoli e nuovi ap¬profondimenti, frutto dell’intenso lavoro realizzato sul territorio.
E un lavoro contro il tempo, per raccogliere quelle voci che possono ancora trasmettere il senso vivo della realtà contadina che fu in Albate e nella zona circostante e che, per ovvie ragioni, vanno via via spegnendosi. Abbiamo cercato di ricostruire con semplicità attività e gesti ormai persi, di una vita quotidiana ormai lontana, ma che è stata «la vita quotidiana» di tutta la nostra Albate. Anche oggi, come nella prefazione a «Vita contadina», ci ritroviamo ad esprimere le emozioni che la scoperta di tale mondo ha suscitato in noi; non ci sembra, perciò, corretto fare un confronto tra quella vita e l’attuale: troppo facile (ed ingiusto) sarebbe cadere nella retorica esaltazione del «buon tempo antico», in una visione unilaterale della realtà. Indubbiamente abbiamo scoperto molti valori che ci sembra giusto richiamare e riproporre, ma il ritorno al passato ci sembrerebbe operazione antistorica, oltre che impropria.
Ci preme invece evidenziare che i tanti colloqui hanno frequentemente lasciato trasparire considerazioni sull’autenticità di quella vita, ma anche sulla du¬rezza e sulla povertà materiale spesso drammatica ed ingiusta, hanno delineato i tratti di una povertà vissuta dai più con dignità severa e serena; sempre, però, hanno espresso un profondo senso di gratitudine per «i nost vece» e per quanto essi avevano lasciato come testimonianza ed insegnamento.

 

E lo stesso senso profondo e commosso che ha preso noi man mano la ricerca andava arricchendosi, scoprendo l’operosità tenace, la semplicità naturale (perché secondo i ritmi della natura), la disponibilità sincera ad inserire la propria vita nella traccia di un Disegno più grande, la dignità, il pudore e il riserbo della propria esperienza, il senso di un’economia che nulla sciupa perché vissuta sull’indispensabilità dell’essenziale.
Di tali valori vorremmo che questo opuscolo fosse messaggio per tutti i visitatori, perché travalicano la contingenza del tempo e del luogo per divenire testimonianza universale di Storia, segno prezioso di una umanità in cammino.

Gli Amici dell’Agorà, incontri culturali albatesi

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